La casa passiva: cos’è e come funziona

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“Abbiamo davvero bisogno di zoccoletti, di termosifoni o di sistemi complessi di illuminazione?”.

Da questa riflessione nasce la casa passiva, una casa che guarda all’essenziale.

Nata in Svezia, la casa passiva si è diffusa principalmente nei paesi nord-europei, ed è detta “passiva” perché la somma degli apporti passivi di calore, dell’irraggiamento solare trasmesso dalle finestre e il calore generato dall’edificio stesso, sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell’abitazione durante la stagione fredda.

Isolamento termico passivo

Anche se non ci pensiamo, grazie ad un perfetto isolamento termico, gli edifici possono riscaldarsi grazie a fonti di calore che si trovano in tutte le case: elettrodomestici attivi, illuminazione, il sole che entra dalle finestre, la cucina, l’acqua calda che scorre nel bagno, gli stessi esseri umani che vi abitano.

Benché minima, la quantità di calore prodotta da queste fonti risulta niente affatto trascurabile quando viene adeguatamente preservata.
L’isolamento termico è ottenuto anche grazie allo studio della forma dell’edificio; ad esempio gli edifici dal volume compatto mantengono meglio il calore rispetto a edifici dal volume spezzettato o distribuito.

È inoltre importante prevedere una corretta esposizione dell’edificio rispetto al sole, magari abbinandola all’uso di moderne tecnologie fotovoltaiche.

L’ombreggiatura invece può essere fatta sia con elementi architettonici, sia grazie alla piantumazione di specie vegetali cedue.

In altri casi, invece, si sfrutta la geotermia, il calore naturale del terreno, attraverso tubature interrate nel giardino o nel cortile che si diramano nell’edificio.

 

Le finestre e gli infissi di una casa passiva

Un punto debole nell’isolamento degli edifici è generalmente costituito dalle finestre.

In una casa passiva il vetro delle finestre è triplo anziché doppio.

La superficie vetrata diventa in questo modo più isolante della cornice stessa dell’infisso, motivo per cui si tende a progettare poche grandi finestre invece che tante finestre piccole.

Le finestre grandi aumentano la luminosità e il calore prodotto dai raggi del sole, al tempo stesso diminuiscono le perdite di calore attraverso la struttura dell’infisso.

I bagni delle case passive

Per quanto riguarda i bagni è sufficiente installare degli sfiati per mantenere l’ermeticità, come un’apposita torretta con valvola di areazione.

Sostanzialmente ogni volta che si schiaccia lo sciacquone si crea una depressione che fa aprire in maniera naturale la valvola, per poi richiudersi a fine scarico.

Anche in questo caso non si tratta di una rivoluzione nel metodo costruttivo ma semplicemente di accorgimenti o dettagli, che in un involucro particolarmente isolato rendono al minimo le dispersioni.

Alcune case passive hanno questa soluzione posizionata all’interno del fabbricato; così facendo non si ha nessun contatto con l’esterno e si salvaguarda al massimo l’ermeticità, ed essendo sempre chiusa non crea cattivo odore all’interno del vano in cui era stata posizionata.

I vantaggi di una casa passiva

I notevoli vantaggi di una casa passiva sono evidenti: prima di tutto un impatto ecologico enormemente ridotto, grazie all’eliminazione o al ridottissimo uso dell’impianto di riscaldamento; e poi il comfort, grazie ad un’illuminazione ottimale ed una temperatura uniforme nei diversi ambienti interni.

Inoltre è stato calcolato che una casa passiva ha bisogno in media di 1,5 litri di carburante (equivalenti a circa 15 Kwh) per metro quadrato, contro i 10-12 litri consumati da una casa tradizionale per il solo riscaldamento. Un risparmio pari al 90%! Un risultato decisamente poco trascurabile.

Le case passive ci mostrano quanto spesso siamo soggiogati dai comfort che abbiamo a disposizione, ma anche che basta poco per migliorare davvero il nostro stile di vita!

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